Dieci libri

Cara amica e caro amico,

con questo articolo voglio farti i miei migliori auguri di Felice Anno Nuovo. Per spirito di condivisione, ho elencato dieci libri che per me sono stati importanti e che tuttora sono tra i miei riferimenti in caso di incertezza. Queste sono state le basi su cui ho costruito il mio albero e non mi illudo siano le uniche valide o le migliori. E’ una prospettiva personale, che non si aspetta di essere accolta da tutti, ma che può essere uno spunto di riflessione per chi lo voglia prendere.
Alcuni autori li ho conosciuti personalmente, altri no, perché non appartengono più a questo mondo o solo perché non li ho ancora incontrati. Quel che conta è che i loro spunti mi sono stati utili per chiarire alcuni dubbi e fare luce su molte zone d’ombra.

1. Proprio per conoscere le nostre origini, il primo libro che consiglio di leggere bene e più volte è proprio la Bibbia con i Vangeli, cercando, nel leggerli, di non lasciarsi influenzare da eventuali considerazioni personali sulla Chiesa Cattolica, bensì di cogliere gli spunti descritti nei testi attraverso le meravigliose metafore in essi comprese che vanno per me interpretate nel loro senso più intimo, come se parlassero alla nostra anima. “Gesù disse: “… la verità vi renderà liberi”” (Giovanni 8:31, 32).

2. Il secondo libro che posso suggerirti sono “I quattro accordi” di Don Miguel Ruiz. E’ un testo molto semplice all’apparenza, ma essenziale nei suoi quattro concetti cardine, cui se ne è aggiunto poi un quinto, scritto col figlio Josè. Io ripeto spesso, come un mantra o una preghiera, gli accordi, per verificare se li sto rispettando. Mi riportano con consapevolezza al momento presente. Con tutta la famiglia Ruiz, durante un convegno organizzato con loro, andammo a vedere L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci al Cenacolo di Milano e da lui ho colto la semplicità, anche se in un primo momento l’avevo confusa con la superficialità. Mi sono accorto nel tempo della profondità di quegli accordi.

3. Un altro evergreen, che utilizzo molto in un corso che tengo sulla gestione del tempo è “Detto, fatto!” di David Allen. Lo trovo fondamentale per la mia idea di ordine, che deve trovare delle regole chiare e condivise per essere tale, un aiuto alle sinapsi del cervello per non dover pensare e per non pensare durante l’azione sono necessari degli automatismi, che siano regole chiare, anche se sempre modificabili, per avere un proprio ordine personale all’interno del quale potersi rilassare ed eseguire i propri compiti con precisione ed efficacia. La disciplina è un valido alleato per permettere alle regole di trovare applicazione.

4. Per esercitare la tolleranza e la responsabilità consiglio uno dei tanti libri scritti sul Ho’oponopono. E’ un altro mantra molto utile per esercitare, oltre alla responsabilità, un’altra arma molto potente, il perdono, che parte sempre dal perdono che si concede a se stessi. Grazie, mi dispiace, ti prego perdonami, ti amo. Ripeterlo a se stessi davanti a uno specchio fa bene, per poi rivolgerlo con pienezza sugli altri.

5. Per capire che siamo tutti uno, mi sento di eleggere il mio caro amico Gregg Braden e la sua “Matrix Divina” come il mio testo di riferimento su questo tema. La sua cura nel coniugare il mondo della scienza con quella dello spirito mi trova molto vicino se penso a quanto questo combaci con la mia missione personale. Trovo che la tolleranza sia il modo migliore per instaurare un dialogo tra due mondi sempre troppo divisi e che hanno molto da dare l’uno all’altro. Mi sento fiducioso in questo momento, perché noto che sta accadendo nella realtà.
Con Gregg, visto che verrà assieme a lui quest’anno ad ottobre in Italia in un evento organizzato da Life Strategies e che mi auguro avrà molto successo per il bene di chi li ascolterà, mi sento di nominare Bruce Lipton, che con la sua “La biologia delle credenze” è per tanti studiosi un riferimento del nuovo paradigma della biologia, di cui si sa a stento un 15% e per il resto si brancola a tentoni.

6. Un libro che ho molto consigliato per la sua semplicità è “Il Monaco che vendette la sua Ferrari” di Robin Sharma. Ho conosciuto Robin a Vicenza, durante un corso del Club Mondiale della Formazione, di cui ho fatto parte per qualche anno durante il periodo di Macrolibrarsi, che mi ha introdotto con corsia preferenziale in questo mondo meraviglioso. Penso che attraverso le storie si possa trarre molta ispirazione e lui le sa raccontare bene. Questa storia è una bella storia, che aiuta chi, in mezzo allo stress quotidiano, cerca un po’ di pace.
P.S. Credo che se la macchina venduta fosse stata una utilitaria il libro non avrebbe avuto tanto successo 🙂.

7. Continuando con le storie, penso che l’autobiografia di Richard Branson o una qualunque altra autobiografia di un modello di vita interessante, sia molto utile per capire quali sono i consigli di chi ha dato l’esempio. Molto nominata anche quella di Agassi, ma qui è questione di gusti.

8. Anche qui, come al punto sette, resto sul vago. A prescindere da quanto si possa condividere, forse il punto di vista di Osho è utile per capire il mondo visto dalla prospettiva di una persona che a modo suo ha fatto la storia. Applicare il secondo accordo di Ruiz, non prendere nulla in modo personale, sarà molto utile al lettore per poter ascoltare senza giudicare, ed è proprio all’assenza di giudizio che ci porta Osho, per spurgare un po’ di sensi di colpa che appesantiscono l’esistenza di tanti, se non di tutti. Siamo esseri imperfetti che tendono alla perfezione attraverso le strade più disparate. Trovare nella biodiversità arricchimento, piuttosto che una minaccia, aumenta di molto la porzione di mondo in cui poter agire. Come spesso accade, con delle regole chiare c’è possibilità di dialogo, altrimenti diventa molto più complesso e bisogna ricorrere alla riparazione. Le regole, nell’incontrarsi, essendo diverse, se vogliono trovare una terza regola, quella condivisa, devono dapprima essere messe da parte per dare spazio all’ascolto. In una seconda fase vengono espresse per poter poi diventare una sintesi accolta da entrambi, con buon senso. Proprio nell’accoglimento c’è spazio, mentre nella chiusura ignorante (da ignorare, non conoscere) e ottimo spunto per tante campagne politiche, lo spazio è circoscritto e le risorse sono limitate. Mi ha molto incuriosito un documentario visto ieri sulle ricerche che stanno facendo glli scienziati sugli asteroidi. Una volta erano motivo di paura per il potenziale distruttivo in caso di impatto sulla la terra, oggi sono un luogo in cui sono possibili recuperi di minerali e facilmente dirottabili con dei propulsori, su cui molte menti illustri hanno messo gli occhi e stanno investendo un sacco di soldi.
Se la cultura di Osho è troppo lontana, potrebbe essere utile leggere “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill, anche se antico è rimasto un must, o “The Secret”, ottimo per la semplicità di molti concetti e libro cardine per molte persone agli esordi nel campo della crescita personale e dell’approccio all’invisibile. Oppure, per concludere, consiglio in questa categoria un libro di Igor Sibaldi, uno a caso, che io considero l’Osho italiano per la profondità dei suoi pensieri e la naturalezza con cui riesce a coniugarli in ciascun campo e che sta avendo molto e meritato successo.

9. Al numero nove, non per importanza ma per una questione numerica, come per il resto della lista, colloco Eckhart Tolle e il “Potere di Adesso”. La leggerezza con cui conduce i suoi lettori nel mondo del tutto è possibile e vivi il presente è magico. Nel mio percorso di vita non lo ho ancora conosciuto, ma è come se l’avessi fatto.

10. Qui, in decima posizione (anche la Qabbalah mi viene in sostegno), ci colloco il mio libro, scritto assieme al caro amico Giorgio Fabbri e non ancora pubblicato, dal titolo “Welcome hOMe – Il portale per la quinta dimensione”. E’ in cerca di un editore che conosca la quinta dimensione, appunto. Forse lo colloco qui perché è la sintesi personale di questa lista. Quello che ho capito fino adesso. La mia sintesi da condividere se può interessare.

Quando ci si sente pronti, si possono abbandonare i maestri per rivolgersi a se stessi, con gratitudine verso i maestri che ci sono stati, nessuno escluso. In questo percorso, gli altri, prima perdono d’importanza, per poi diventare tutto, perché troviamo gli altri in noi stessi.

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